Dopo mesi di lunghi e sofferti silenzi, ecco rispuntare un nuovo post su questo blog, ancora timido nel scoprirsi totalmente, ma non tarderà molto a uscire dal suo letargo di fine inverno. Rinascere intellettualmente a primavera, credo, sia a dir poco fantastico; le cellule neuronali riprendono vigore, in sintonia con la natura, sognano nuove letture e intraprendono sentieri di scrittura fino ai meandri dell'immaginazione, ma non disdegnano la vita notturna, con le sue nefastezze e le esagerazioni che essa comporta. Il lavoro? E' diventato una dolce abitudine quotidiana che mi gratifica, ma l'ufficio non rientra fra i programmi del mio appena risvegliato “spirito intellettuale”.
Ho voglia di stendermi sul mio letto e incominciare a fantasticare, pensare, immaginare, viaggiando nelle gallerie di quel mondo che io chiamo “MAI VISTO, NE SENTITO, E NEMMENO IMMAGINATO”, una sorta di ambientazione fantasy, in cui ogni uomo cerca di rifuggire e liberarsi da quella pesante coperta chiamata quotidianità. Tutti siamo legati ad un determinato contesto e tutti si sono realizzati, nei loro pensieri, una vita parallela, una sorta di paradiso interiore, frutto dei nostri innumerevoli pensieri che schizzano come saette nelle terre di mezzo fra la coscienza e l'inconscio.
A proposito di psiche, mi è saltata in mente un'enigma in stile marzullesca: si vive per pensare o si pensa per vivere?
Buona notte...




